Guglielmo Maria

Guglielmo Maria
Le Sette Sorelle

giovedì 18 marzo 2010

Oggi sembrava la prima primavera, l'inizio della storia, la lettera "A", l'alba, i primi battiti del cuore, una luce lontana, due raggi del sole fra le nuvole, un sorriso, le sette sorelle, il numero uno, l'incipit.

Già la intravvedevo in lontananza, dopo la notte insonne, la montagna coperta di neve. Gli appennini, le ande, la grande pianura sotto il cielo, sotto la luce rosa sfolgorava la terra e io con lei. Anche se non ho dormito, appena messo fuori il muso e assaggiato l'aria del mattino ero di nuovo riposato, ritemprato, rinforzato, riscaldato, pronto a partire alla scoperta del tempo prezioso dell'oggi.

In fondo, cos'é il tempo?

Il passato é passato e non ritorna, rimane nei ricordi, lo trovi a mezz'altezza davanti agli occhi, fuggevole. Di ogni giorno passato rimane un pezzetto che si incastra nel grande puzzle della memoria, ogni giorno più fioco, ogni giorno indistinto a mescolarsi nel calderone in ebollizione, nella pentolina a pressione della nostra testolina. Ogni giorno evapora un poco, lievemente, senza dar fastidio, pian piano. Fiocchi di neve che cadono e si sciolgono e poi sfumano nel silenzio dell'aurora e non li trovi più.

Il futuro é futuro e non sappiamo come sarà, facciamo pensieri, congetture, proiettiamo speranze sul telone di un cinema all'aperto, finzioni, voglie, desideri, fortune, pensieri. Chissà, ci chiediamo. Forse, speriamo. A volte potrebbe, ma... domani é un'altro giorno, si cambia, si scende, arriveremo alla stazione o rimarremo fermi lungo la strada ferrata con il nostro carico leggero, tutto proiettato in una piroetta in ciò che verrà, in ciò che sarà, se sarà.

Allora il tempo é l'oggi, l'oggi é il tempo.

Ora. L'attimo. Non fartelo sfuggire.

Prendo il giornale, buongiorno. Due passi sotto il portico, prendo un caffè, lascio un saluto, vado al lavoro, incontro un cliente, saluto, mi rigiro, scrivo, leggo la posta, cerco una penna, dov'é l'agenda, vado, torno, rientro verso sera, verso... perdo tutte quante le due gocce del mio cucchiaino d'olio o me le tengo strette senza godere di ciò che mi circonda? Lo perdo? Me lo tengo fin troppo stretto o mi rilasso, mi allungo, divento un coriandolo, strana alchimia, volerò via...

... e se volassi oggi? Sarei pronto a volare?

Ho fatto tutto, vissuto tutto, provato tutto, goduto tutto, mangiato tutto, guardato tutto o ne manca sempre un pezzo? E mia moglie, avrei potuto amarla di più, meglio, starci più insieme, parlarci, avrei potuto... e mia figlia, avrei potuto starle più vicino, regalarle più di me, giocarci, spiegarle, sorridere insieme... e gli altri miei amori, lei, lui, anche lui, sì, dopotutto lo amo. Anche lei, certo, avrei potuto darle di più, sono stato egoista, che me faccio adesso?

Sono rimasto io solo, solo senza un sorriso giorni interi, ma ne ho ancora, sì, certo che ne ho, li ho sempre avuti anche se non li ho tirati fuori. In questo tempo dell'oggi, allora, decido di lasciar sorrisi come semini sul sentiero della vita, se attecchiscono rimane qualcosa di me e anche se dovessi volar via e sarebbe come se non fossi mai volato via... che casino, ma bello.

Buongiorno, giorno. Sarai un buon giorno, lo so.

Buonanotte, notte. Sarai una gran notte, certo.

Dedicata a chi cerca di pensare positivo, nonostante tutto... GM

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